Consigli d'uso

Questo blog è diventato ormai relativamente lungo. Scorretelo in basso! Vale assolutamente la pena, vedere i post meno recenti, sono i più istruttivi. Sono i post il cui messaggio ha stimolato la realizzazione di questo blog. La consultazione è consigliata, dal basso, verso l'alto!
Vi ringrazio per il vostro tempo, e vi riavverto.. alcune immagini sono forti... ma, per loro natura, capaci di impedire alla vostra "vena" di chiudersi, e salvare una vita.


Scorciatoie per le pagine: Home 2 1

lunedì 11 ottobre 2010

Il casco D.G.M. è proibito dal 12 ottobre anche sui ciclomotori


da Motoblog

Il casco abitualmente definito “a scodella” da domani è proibito anche sui ciclomotori, ovvero sugli unici mezzi a motore che ancora ne prevedevano la possibilità di utilizzo grazieall’omologazione D.G.M. In base alla legge all’articolo 28 della legge del 29 luglio 2010 n°120, l’utilizzo verrà sanzionato con multe da 74 a 299 euro, oltre al fermo del veicolo per 60 giorni.

Nel dettaglio, la nuova legge ha contribuito a riformare anche l’articolo 171 del Codice della Strada, che recita: “durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall’Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria”.

Da domani, 12 ottobre, l’impiego di questo casco - Il casco con l’omologazione D.G.M., anche detto “a scodella” o “spagnolo”, sarà bandito. Lo sancisce l’art. 28 della legge 29 luglio 2010 n.120 in materia di Sicurezza stradale, che tra gli altri, ha riformato anche l’art. 171 del Codice della Strada.

Quest’ultimo, al comma 1, prescrive: “durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall’Ufficio europeo per le Nazioni Unite -Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria. Quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente”.

Quando la stessa infrazione viene commessa due volte nell’arco di un biennio il fermo del veicolo sale a 90 giorni. Attenzione quindi quando acquistate un casco, verificate che l’omologazione sia stata effettuata in base alle norme Ece/Onu 22.

mercoledì 22 settembre 2010

Quando gli incidenti capitano davanti casa...


Prima di cena.. botto tremendo, esco di casa.. c'è un ragazzo immobile sull'asfalto, scooter distrutto, macchina con la fiancata bombata. terrore. corsa verso di lui.. non si muove, poi piano piano una mano si apre, riprende conoscenza, lo tranquillizzo, lo faccio stare fermo. Una ragazza con un fazzoletto gli tampona il taglio profondo sul collo, si agita, ha sangue anche sulla mano, sulla maglietta azzurra del Napoli, nei jeans strappati. gli chiedo il suo nome, lo tranquillizzo, gli dico che il taglio non è grave, che l'ambulanza sta arrivando, che le gambe le muove per fortuna, che gli è andata bene.. ma lui si vuole alzare... anche se è volato oltre l'auto che ha colpito. L'ambulanza arriva, lo stabilizzano, lo caricano in barella con il collare e entra dentro. L'autista prima di partire ci dice che non dovrebbe essere niente di grave, ma ha perso conoscenza dopo la botta... urgono controlli approfonditi... Meno male per il casco integrale (Airoh) che gli ha salvato la vita. L'ambulanza va via, arriva la municipale, aiuto pure loro, con traffico, misure, rimozione del mezzo e alla fine viene fuori che quello scooter monta la targa di un altro scooter rubato. é un Sh150 con la targa di un Habana 125.. Sono ovviamente contento di aver aiutato una persona in grave difficoltà, e ancora di più del fatto che si sia mossa.. il vedere quel ragazzo disteso a terra, immobile mentre gli correvo incontro, è stato orribile. L'ho detto e lo ribadisco, ho una massima ammirazione per chi presta servizio sulle ambulanze. Se quel ragazzorisulterà effettivamente coinvolta nel furto, sarò contento che per un pò questa persona starà alla larga dal suo lavoro.. dopotutto esiste anche www.motorubate.it ... di due siti che curo, stasera ho fatto ambo... che serata eh?

giovedì 1 luglio 2010

Motosegnalazione Stradale il prossimo 11 luglio a Milano


da Motoblog:

Il Comitato Motocivismo e il Coordinamento Motociclisti hanno organizzato per il prossimo 11 luglio 2010 la 1a giornata della Motosegnalazione Stradale. Obiettivo delle due associazioni quello di sensibilizzare ancora una volta le istituzioni circa la pessima qualità delle strade italiane e delle infrastrutture ad esse collegate, sollecitando un pronto intervento per la risoluzione dei problemi in essere ormai da troppo tempo.

Chi volesse partecipare sappia che il ritrovo è a Milano, in Piazza Cantore (edifici Dazio) alle ore 10.30. I partecipanti veranno suddivisi per piccoli gruppi ai quali verrà assegnato un percorso da seguire. Il motogiro del capoluogo lombardo (stimato in circa 2 ore) ha lo scopo di di mappare e fotografare quante più magagne stradali possibili (manto stradale rovinato, segnaletica non manutenuta o incomprensibile, dossi fuori norma, autovelox non segnalati, etc.).

Le foto (opportunamente etichettate) verranno in seguito caricate sul sito netlamps.it per la visualizzazione geografica e la magagne peggiori verranno denunciate alle autorità’ competenti.

mercoledì 9 giugno 2010

Coordinamento Motociclisti e Progetto RoSa


LINK alla relativa pagina del Coordinamento Motociclisti

Il Progetto “ROSA”, co-finanziato dalla Commissione Europea, ha il principale obbiettivo di ridurre il numero di incidenti che, nei Paesi dell’UE, vedono coinvolti i motociclisti, attraverso la realizzazione e la diffusione su larga scala di un Manuale sulle pratiche e abitudini che consentono di aumentare la sicurezza nella guida della moto.

Per sviluppare il progetto si è costituito un consorzio formato da importanti realtà del motociclismo europeo:
RFME (Real Federacion Española de Motociclismo, promotrice del progetto), FMP (Federação Motociclismo Portugal), AMM (Asociaciòn Mutua Motera), CM (Coordinamento Motociclisti), DORNA Sports s.l. (organizzatrice del Campionato del Mondo MotoGP), ERF (European Road Federation) e Fundación CIDAUT (Fondazione spagnola dedicata a ricerca e sviluppo di sistemi per la sicurezza stradale).

Dopo la presentazione ufficiale, avvenuta lo scorso aprile a Jerez de la Frontera, il Progetto “ROSA” è arrivato nel circuito del Mugello.
Durante il weekend i motociclisti hanno avuto la possibilità di visitare il cosiddetto “Kino Bus” (l’autotreno ROSA ufficiale, dove i cosiddetti “utenti deboli della strada” possono acquisire e migliorare la conoscenza di “buone pratiche” finalizzate al miglioramento della sicurezza in moto).

Circa 30 esperti di sicurezza stradale provenienti da diversi settori (pubblica amministrazione, infrastrutture, produttori di moto, accessori e abbigliamento specifico, centri di ricerca e sviluppo, associazioni di motociclisti, ecc.) lavoreranno insieme con l’obiettivo di individuare e analizzare le “buone pratiche” già note ed eventualmente altre nuove.

LINK alla relativa pagina del Coordinamento Motociclisti

martedì 25 maggio 2010

Primo weekend di strage di motociclisti

da : La Repubblica di ieri:

In soli tre giorni 17 morti e numerosissimi feriti fra i soli utenti delle due ruote. Una tragedia stradale che negli ultimi 10 anni è costata oltre 14.000 morti 860.520 feriti per incidenti su moto e scooter

di VINCENZO BORGOMEO


Primo week end di sole strage di motociclisti
E' bastato un solo week end di bel tempo per portare sulle nostre strade una vera e propria strage di motociclisti: 17 morti e numerosissimi feriti.

Un'impennata preoccupante considerando che fino a oggi il conto delle vittime nei week end fra gli utenti delle due ruote era stato di 93 vittime con una calo del 27,3% rispetto alle 128 dello scorso anno. Anche in questo caso - certo - il maltempo aveva avuto ul suo peso, ma i dati erano comunque incoraggianti. "Neppure le truppe americane in Iraq e Afganistan - spiegano all'Asaps, associazione che ha appena lanciato questi dati - hanno contato in questo decennio tante vittime e feriti. Ormai è più pericoloso per un motociclista viaggiare lungo i passi del Muraglione, Cisa, Calla, Futa e sulle altre statali che per un soldato americano girare in divisa per Bagdad".

I problemi, si sa, sono sempre i soliti: mancanza di controlli, scarsa preparazione degli utenti alle prestazioni delle moderne maxi, situazione disastrosa delle strade e atteggiamento sempre più distratto da parte degli automobilisti. Ma la situazione non cambia. Cambiano, semmai, solo le statistiche che di anno in anno dipingono una situazione sempre più grave. Basti dire che questa tragedia stradale delle due ruote negli ultimi 10 anni è costata oltre 14.000 morti 860.520 feriti per incidenti.

venerdì 21 maggio 2010

Automobilisti, "occhio alla moto!"


da motoblog:

“Objects in Mirror are More Vulnerable than They Appear”: (Gli oggetti negli specchietti sono più vulnerabile di quanto sembri!) era lo slogan di una campagna per la sicurezza dei motociclisti negli Stati Uniti (di cui vedete una locandina qui sopra). Sulla falsa riga, quanto sta facendoAncma con “Occhio alla moto“, un invito agli automobilisti a prestare maggiore attenzione agli utenti spesso invisibili della strada: i motociclisti.

Nel 2008 in Italia sono morte 4.731 persone per incidenti stradali. Di queste 1.461 guidavano un veicolo a due ruote, ossia il 30% del totale (dati Istat). Quando la causa di un incidente stradale è l’errore umano del conducente di un’autovettura, nel 70% dei casi questo è dovuto allamancanza percezione del veicolo a due ruote.

A riconferma di ciò, i conducenti d’auto con esperienza di guida anche sulle moto hanno meno difficoltà a percepire la presenza sulla strada dei motociclisti rispetto a quelli che non hanno mai guidato una moto (-20% errori di percezione - fonte MAIDS – Motorcycle Accidents In-Depth Study).

Per contrastare questo fenomeno Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) lancia “Occhio alla moto”, il primo progetto di comunicazione in Italia dedicato alla visibilità degli utenti delle due ruote a motore, che prenderà il via mercoledì 19 maggio. L’obiettivo dell’iniziativa è da un lato sensibilizzare gli automobilisti ad una maggiore attenzione verso i centauri e, dall’altro, promuovere tra gli utenti delle 2 ruote comportamenti più prudenti.

Il dato risulta più allarmante se si pensa che negli ultimi otto anni gli incidenti con le moto hanno fatto registrare un aumento delle vittime del 40%, dovuto anche ad una crescita del parco circolante (+73%). Molto più incoraggiante la situazione dei ciclomotori (50cc.), che tra il 2000 e il 2008 hanno visto calare il numero delle vittime del 56%. I “cinquantini” hanno quindi già raggiunto l’obiettivo, posto dall’Unione Europea, di dimezzamento delle vittime entro il 2010.

Da qui nasce l’esigenza di Confindustria ANCMA, insieme a prestigiosi partner quali Fondazione ANIA, Autogrill e Milano Serravalle di intervenire con una Campagna ad hoc presentata oggi a Milano, nella sede della Provincia. Tra gli interventi anche quello di Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera, in collegamento da Roma dove riprende oggi l’iter parlamentare del DDL sulla sicurezza stradale in discussione alla Camera dei Deputati.

“Occhio alla moto” la nuova campagna di Confindustria ANCMA sul tema della sicurezza stradale non si propone di dividere il “popolo della strada” tra buoni e cattivi, ma di migliorare i rapporti tra chi viaggia in auto e chi si sposta in moto: l’obiettivo è quello di cercare di limitare le oltre 4.700 vittime all’anno.

“L’iniziativa promossa dall’industria delle due ruote a motore – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA - segue di poco l’approvazione da parte del Senato di un importante disegno di legge che dimostra l’attenzione crescente dello Stato per il tema della sicurezza stradale. Questo importante provvedimento – prosegue Capelli - non deve però far dimenticare altre misure che il nostro settore attende ormai da anni: servono importanti investimenti per migliorare le infrastrutture stradali, che a causa della progettazione inadeguata e della manutenzione insufficiente rappresentano una seria minaccia per l’incolumità di chi viaggia su scooter e moto. Per quel che riguarda l’abbigliamento protettivo, che svolge anche la funzione di accrescere la visibilità di chi viaggia su due ruote, ribadiamo la richiesta di detassare l’acquisto di capi tecnici ed indumenti specifici, favorendone in questo modo la massima diffusione tra il popolo delle due ruote”.

La Campagna è stata ideata e realizzata dall’agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather e sarà declinata su stampa e web. “Nella Provincia di Milano ciclomotori e motocicli accusano un tasso di incidentalità e di mortalità estremamente più elevato di tutti gli altri veicoli. Un dato statistico di settore che tuttavia, sulla strada, riguarda e coinvolge ogni categoria di conducente e pertanto invita ad una riflessione collettiva - afferma l’Assessore alle infrastrutture e mobilità della Provincia di Milano Giovanni De Nicola e prosegue - L’auspicio è che sommando iniziative come ‘Occhio alla moto’, agli interventi di educazione stradale e manutenzione delle infrastrutture sostenute dalle amministrazioni, si riesca a garantire la necessaria consapevolezza dei rischi della strada, stimolando così una guida maggiormente responsabile”.

“Siamo convinti che la mobilità sulle 2 ruote possa rappresentare, soprattutto in città, una soluzione ai problemi del traffico” afferma Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale. “Purtroppo, però, motocicli e ciclomotori sono troppo vulnerabili e spesso coinvolti in incidenti stradali. I fatti di cronaca confermano che gli incidenti stradali sulle due ruote colpiscono soprattutto i giovani. Per questo sosteniamo la necessità e l’urgenza dell’introduzione della prova pratica per ottenere il patentino del ciclomotore, nella convinzione che ciò permetta di educare al meglio anche gli automobilisti di domani. D’altra parte – conclude Salvati - occorre anche una maggiore attenzione da parte degli automobilisti che spesso non vedono i veicoli a 2 ruote. A questo riguardo, è auspicabile che la campagna dell’Ancma educhi anche gli automobilisti”.

“Credo che in materia di sicurezza stradale l’informazione abbia un ruolo di primissimo piano e Autogrill - ha dichiarato Giuseppe Cerroni, Direttore Generale Comunicazione e Affari istituzionali del Gruppo - si configura come uno straordinario mezzo di comunicazione per dialogare con la collettività. Per questo abbiamo messo a disposizione di ANCMA i nostri punti vendita più nevralgici“.

da www.motoblog.it

giovedì 6 maggio 2010

L'isola che non c'è



Lei ha i jeans strappati. Anche le perline del ricamo sono macchiate di sangue. E il piede destro ha perso la calzatura marchiata D&G, sicché si vede il calzino bianco imbrattato di rosso. Pure lui ha i denim lacerati. Sotto i brandelli di tela si scorgono delle ferite. Ma entrambe le scarpe gli sono rimaste addosso, come il giubbotto da centauro che ha gli stessi colori della motocicletta, bianco, argento e blu. Eccoli Chiara Filippin e Omar Artuso, nell’istante fatale in cui la due ruote sulla quale viaggiavano a velocità sostenuta, la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago, si scontrò con l’auto di un cinese sbucato da una laterale senza dare la precedenza.

Chiara Filippin e Omar Artuso, di 23 e 24 anni, morti la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago
Chiara Filippin e Omar Artuso, di 23 e 24 anni, morti la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago
Chiara Filippin e Omar Artuso, di 23 e 24 anni, morti la sera del 12 luglio 2009 a Vedelago
Ma questa non è una fotografia della polizia stradale, buona al massimo a finire dimenticata in qualche fascicolo della procura. No: questo, che il prossimo 26 febbraio sarà inaugurato davanti ad una scuola di Fonte, è un monumento-choc contro le stragi della strada. Un’installazione in cui la quasi normalità dei rottami di un veicolo si carica dell’assoluto turbamento provocato dalla presenza di due manichini, vestiti con gli abiti squarciati ed insanguinati effettivamente indossati dai due fidanzati di San Zenone degli Ezzelini, la domenica in cui la 23enne ed il 24enne morirono di ritorno da una gita al mare. Il pranzo tutti insieme a Caorle, per festeggiare il diploma da geometra conseguito quella stessa settimana da Chiara, il secondo dopo la licenza linguistica. Una scelta anche d’affetto per papà Italo, affermato architetto ad Onè. Poi il pomeriggio in spiaggia, i parenti a ponente e la giovane coppia a levante, in un delicato gesto d’intimità. Quindi il ritorno a casa: gli altri in macchina e loro in moto, «con il casco ed il giubbotto da motociclista», come ricordano i familiari dei due ragazzi nel pannello che narra gli antefatti e spiega le finalità del simulacro, tre metri per due e cinquantacinque di dolore e coraggio. Perché ci deve volere davvero una grande forza d’animo, per superare lo strazio della sofferenza, e farsi dissequestrare i rottami di una Yamaha semidistrutta, e farsi restituire degli indumenti impregnati di morte. E poi ricomporle, quelle lamiere e quelle stoffe, su una pedana di legno che ricostruisce la tremenda scena di un duplice incidente mortale.

Un puzzle di cronaca e monito, in cui le foto dei giorni felici si incastrano con un mezzo devastato dallo schianto, i caschi graffiati dall’urto, una scarpa slacciata, una cassetta postale per il recapito di eventuali messaggi, gli articoli di giornale. E quei due fantocci con le facce blu-viola solcate di sangue, avatar di quello che però non è un film, adagiati perpendicolarmente l’uno all’altro, con le teste vicine ma gli sguardi che non si incroceranno mai più. Il monumento è stato chiamato «L’isola che non c’è». Ovvero «il luogo dove risiedono i desideri, dove mai si potrebbe verificare quanto accaduto, ma anche il luogo dei pensieri, della riflessione sulla realtà degli accadimenti che a volte si dissociano crudamente dall’apparenza, la fabbrica di quello che si vorrebbe fosse e della bellezza». Perché «l’isola che non c’è è abitata solo da giovani e Chiara ed Omar sono nella parte più bella!».
Ecco, ci vuole fegato anche per mettere un punto esclamativo, in fondo a questa specie di epigrafe che spiega il senso di un’installazione che turba. «Me ne sono accorto guardando gli studenti che collaboravano con me nell’allestimento: non scherzavano più, non parlavano neanche, semplicemente si fermavano a guardare e pensare», racconta Italo Filippin, anima di un’iniziativa concordata con il centro di formazione professionale della Fondazione Opera Montegrappa, l’istituto in cui aveva studiato Omar. Un’operazione concordata con la sezione di Treviso dell’Associazione nazionale vittime della strada, che conta di portare il memento davanti a tutte le scuole della Marca e, in estate, pure fuori dalle discoteche.


osa pensare? uno shock forte come quello suscitato da questa installazione, servirebbe a instillare nelle menti del patentato medio un pò di buon senso, un pò di rispetto per gli altri utenti della strada? Certo è che in un paese dove regna un totale immobilismo per quanto riguarda le campagne di pubblicità progresso relative alla sicurezza sulle due ruote, questo gesto di un padre sofferente, può essere un punto di partenza.


giovedì 22 aprile 2010

Casco integrale anche sullo scooter?



Si è parlato a lungo del disegno di legge 1720, in discussione da qualche mese nel nostro Parlamento. Una misura che, fra le altre cose, vorrebbe abbigliamento tecnico per tutti dueruotisti, in ogni occasione. Sì, anche per andare a comprare il pane con lo scooter (sopra i 50cc). Critiche sono piovute da ogni parte, persino (ed è un paradosso) anche dai produttori di abbigliamento da moto.

In sostanza la norma prevede alcuni step: fino ai 50cc resta quanto già previsto; da 125cc in poi, obbligo di casco integrale; fra 125 e 300cc (e potenza da 11 a 25 kw) si devono indossare guanti e giacca tecnica con protezioni; da 300 a 600cc (e potenze da 25 a 52 kw) va aggiunto il paraschiena, oltre i 600cc bisogna avere anche i pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia.

In tutto questo, nessun riferimento a scarpe o stivali tecnici; misura del fatto che il disegno di legge non è certo stato redatto da motociclisti. Inoltre, nessuna modifica per chi usa i “motorini”: i ciclomotoristi sono da considerarsi una categoria debole, basti pensare al numero di incidenti (spesso con conseguenze pesanti) che li vede coinvolti. Ma per loro niente, nessuno obbligo… scodella in testa e via! Altra considerazione, il paraschiena (capace più dei guanti di salvare la vita) è obbligatorio solo dai 600cc in poi.

E in questo disegno di legge ci sono ad esempio accenni alle infrastrutture stradali? No. Si prevede che i comuni che non rifanno l’asfalto quand’è pieno di buche vengano sanzionati? No. Si prevede che vengano resi illegali i guard-rail a tagliola? No. Si rende obbligatoria una verniciatura delle strisce sull’asfalto che non diventi una trappola quando piove? Ancora un no. Anzi. Se prima (che poi nessuno lo facesse è un altro paio di maniche) i proventi delle multe dovevano essere destinati alla sicurezza stradale (in forme non meglio precisate), il d.l. 1720 propone che solo il 20% di questi soldi vada alla sicurezza. Un modo per consentire ai comuni di intascarsi i soldi delle multe ma con la coscenza pulita.

Nel coro di “no”, ultime in ordine di tempo sono arrivate anche le preoccupazioni dell’Ancma: il rispetto della norma richiederebbe, secondo l’organizzazione dei costruttori, un investimento pro capite che oscilla tra i 500 e i 1.000 euro. Tenuto conto di questo, è facile prevedere che un numero incalcolabile di conducenti e passeggeri ripiegherebbero su prodotti low cost, di scarsa qualità e di incerta provenienza.

Le perplessita dei produttori di abbigliamento, invece, sono probabilmente da identificare nel fatto che la norma vorrebbe rendere obbligatorio il casco integrale per tutti; questo significherebbe bloccare il mercato di tutti le altre tipologie di caschi (v. jet o modulari).

Motocivismo ci informa che il comma di cui stiamo parlando (parte del disegno di legge di modifica al Codice della Strada) è stato accantonato, nel corso della seduta del Senato di mercoledì 14 aprile. “Accantonato” non significa bocciato, significa che è in stand by, che domani può essere riproposto così com’è. Oppure che domani qualcuno di buon senso lo riprenda in mano e lo renda un provvedimento accettabile.

MOTOVEICOLI FINO A 11 KW – 125cc SCOOTER INCLUSI: Diventa obbligatorio indossare ilcasco integrale
MOTOVEICOLI DA 11 A 25 KW – MOTO E SCOOTER DA 125 A 300cc: Al
casco integralesi aggiunge l’obbligatorietà di guanti per la protezione delle mani e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti
MOTOVEICOLI DA 25 A 52 KW – MEZZI SINO A 600cc: Alla dotazione obbligatoria si aggiunge la
giacca tecnica con paraschiena integrale oltre alle protezioni per spalle e gomiti
MOTOVEICOLI CON CILINDRATA SUPERIORE ai 600cc: All’elenco dell’equipaggiamento si aggiungono i
pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia

da Motoblog


Non so voi.. ma l'unica cosa che odierei mettere, sono i pantaloni tecnici per fare 2 km di casa/lavoro. Per i giri in moto più lunghi, li metto da anni.

indice e medio a V,

Leonardo Tongiani

mercoledì 17 febbraio 2010

Altroconsumo e i caschi.. qui gatta ci cova!



A quanto pare i risultati dei crash test di Altroconsumo sono da prendere con le pinze. (o forse no).
I produttori di caschi chiamati in causa hanno ritestato i caschi, e tutti quanto hanno confermato di aver passato i minimi standard per i crash test di omologazione (o forse no). Si potrebbe pensare a caschi scelti appositamente, visto che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. (o forse no)
La cosa poco chiara.. (FORSE) rimane il perchè Altroconsumo si rifiuti di ripetere i test nel medesimo (misterioso) laboratorio, e perchè non accetti la presenza dei produttori e l'uso di caschi presi a caso alla fonte. Altroconsumo, non ha accettato altresì di presenziare allo svolgimento dei crash test dei marchi messi in croce nell'ultima inchiesta. Questo netto rifiuto farebbe pensare quasi male.. riguardo all'attendibilità dei test eseguiti, ma non bisogna pensare male... "A pensare male, si fa peccato".
...già.. peccato che spesso ci si azzecchi.

Vogliamo chiarezza, non escamotages per fare pubblicità. Non si scherza con la sicurezza delle teste della gente. Nel dubbio... metto in testa il mio OGK, con la speranza che un "casco dell'anno" tanto male non sia.

Indice e medio a V,
Leonardo Tongiani.

mercoledì 27 gennaio 2010

Bocciati 8 caschi su 15: test Altroconsumo


In questo video di Altroconsumo, si mostrano le metodologie di test al quale sono stati sottoposti ben 15 caschi omologati di diverse case produttrici.. con sorprese a dir poco sconcertanti.
8 caschi su 15 non hanno superato il test, compresi alcuni caschi dei marchi più noti.


Ecco la tabella con i punteggi dei caschi presi in esame



per informazioni più approfondite, ecco la pagina dedicata alla vicenda da Altroconsumo.

giovedì 17 dicembre 2009

Mettiti al suo posto !


Ecco un altra stupenda pubblicità progresso proveniente dall' Australia. Perchè il motociclista zig zaga? Provate a mettetevi nei suoi panni per scoprirlo, tra buche, segnaletica scivolosa, auto che si mettono in mezzo, camion che tagliano la strada... buona visione!


Un grazie a Massimo Maxmoto per la segnalazione e a Lorenzo Borselli per averlo condiviso su Youtube!

lunedì 14 dicembre 2009

Perchè il casco integrale è meglio del casco jet

Perchè il casco integrale è migliore di un normale casco Jet?
Ve lo può spiegare chiaramente Emanuele Filiberto. Fortunatamente sta bene, solo qualche escoriazione e qualche punto, il tutto guaribile in un mese di tempo.


QUI l'articolo completo (fonte e immagine Tgcom)



Video incidente: concorso di colpa?

Ecco perchè non andare forte in strada. L'imprevisto è sempre dietro l'angolo, e il tempo per reagire non è mai abbastanza.

mercoledì 18 novembre 2009

Guard rails assassini: Un video che fa riflettere


E' vero. ora per legge i guard rails installabili saranno solamente quelli pro motociclisti, una grande vittoria.
Rimane il problema delle migliaia di km di guard rails già montati sulle nostre strade. i nostri nipoti, forse, troveranno giovamento dall'ultima legge... per il momento, dobbiamo tenere ben presente che i nostri nemici, quelli letali, sono ancora lì

video di audiozona

lunedì 9 novembre 2009

La strada non è posto per correre!

Video geniale, prodotto in Australia per convincere i centauri a non correre per strada.

"The Road is no place to race"



"Se avessi incontrato in pista gli stessi ostacoli che voi incontrate per strada.. probabilmente sarei morto" Mick Doohan, 5 volte campione del mondo di GP 500cc

Incidenti: i peggiori 6 mesi di sempre.



Già.
Quest'anno sono passato indenne attraverso i peggiori 6 mesi di sempre.
Non sto parlando di crisi, di salute, di intolleranza, di guerra.. sto parlando di passione.
Per molte di queste vittime, non si trattava neanche di passione, magari.
Forse loro vivevano le due ruote in maniera meno ossessiva della mia.
Forse per loro erano soltanto un mezzo di trasporto, da usare come un auto.
Forse alcuni di loro, erano appassionati quanto a me.
Forse, addirittura, alcuni lo erano di più, se possibile.
Di sicuro... sono tanti, troppi... e purtroppo questa volta anche giovani.

Devo fare una premessa necessaria.
Vivo in una zona stupenda. Massa Carrara. Mare, monti, colline.... che tradotto nel punto di vista del mototurista, diventano "città, strade costiere, strade montane, strade panoramiche" che specialmente in primavera e in estate si riempiono di tutti i tipi di motociclette, dalla custom alla ipersportiva, agli scooter, siano essi anni vespe anni 60 o scooter a tre ruote.
Di sicuro i nomi come "Passo della Cisa", "Passo del Bracco", "Passo del Vestito", "Passo del Lagastrello", sono conosciuti dalla quasi totalità dei centauri della zona, e da alcuni anche temuti, (giustamente) sia per le condizioni delle strade, sia per il traffico fin troppo "sportivo" di alcuni periodi dell'anno, sia nel ben più deprecabile caso di gasolio deliberatamente versato sulla strada per mettere in difficoltà e in serio pericolo gli odiati motociclisti che transitano rumorosamente davanti casa.. (parlo dei casi del gasolio a Montelungo Superiore nel 2008 e dell'olio sul passo del bracco nel 2009).
Queste sono le premesse. Chi è un motociclista navigato può già vedere in questo motivi di pericolo.. ma purtroppo il caso non si limita a questo.

Già... perché quest'anno ben quattordici lenzuoli sono stati stesi sull'asfalto, tra la mia provincia e la vicina Val di Magra, un ecatombe senza precedenti.

il 31 Maggio, un ragazzo di 29 anni che tornava da vedere il GP del Mugello, forse a causa di un sorpasso sbagliato ad alta velocità, si è schiantato contro il guard rail centrale nell'A12.
il 13 Giugno, un uomo di 45 anni, per cause imprecisate, alle 4 di notte ha urtato il rialzo di una rotatoria ed è andato dritto, contro la transenna para pedoni, al centro di Avenza.
il 28 Giugno, uno scontro frontale tra una moto e una vespa a Montelungo, ha causato un deceduto sul colpo di 37 anni, e un ferito grave, di 47, che, anche se portato con l'elisoccorso all'ospedale Santa Chiara di Pisa, non ce l'ha fatta.
il 29 Giugno, a Massa, uno scontro tra uno scooter e un auto, e un altra vittima, di 69 anni.
il 19 Luglio, un padre di famiglia di 35 anni, perde inspiegabilmente il controllo della sua moto nella rampa di immissione nell' A12, a una centinaia di metri dal casello.
il 2 Settembre, a 500 metri da casa mia, un uomo di 51 anni di ritorno dal mare, perde il controllo della sua moto e si schianta contro il camion che svolge la pulizia strade. La vera tragedia è che con lui stava la figlia della sua compagna, una ragazzina di 15 anni, appena venuta in Italia dalla Romania.
il 5 settembre a Sarzana, durante il giro della Lunigiana, una delle moto della staffetta del Giro si è schiantata contro ad un auto, mentre questa eseguiva una letale inversione a U. Il centauro di 47 anni è morto sul colpo.
l'11 settembre a Pian di Follo, un altro padre di 2 figli, di 42 anni si è scontrato contro un auto. Il conducente dell'auto è risultato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
il 2 ottobre un ragazzo di 26 anni, ha perso la vita in sella alla nuova moto ritirata solo 2 giorni prima, nei pressi del borgo di Montemarcello.
in quei giorni ho avuto notizia di un altro incidente, uno scontro frontale tra due moto in provincia di La Spezia, dove uno scontro frontale avrebbe causato un morto, e la perdita di una gamba da parte della passeggera di una delle due moto. Questa è l'unica notizia di cui non ho la certezza totale sulla veridicità, e mi auguro sia inesatta.
Di un altra notizia, invece, sono certo.
Il 10 ottobre, di ritorno da un compleanno di un amico motociclista, ho trovato del traffico intenso, con tanto di luci segnaletiche. Si era verificato da poco un incidente. Il casco a terra accanto al guard rail, purtroppo era eloquente. Un ragazzo su una 125 è caduto, e la ragazza che aveva come passeggera, sbalzata di sella, è andata a colpire il guard rail, rimanendo in coma, e morendo 2 giorni dopo. Aveva 14 anni.
Le cause sono in corso di accertamento, ma pare che il ragazzo sia caduto per evitare un uomo di colore che stava attraversando la strada (in equilibro precario)su di una bicicletta senza luci, (in un punto di strada poco illuminato). Pare che l'uomo sia stato colpito ma che ciò non gli abbia impedito di scappare per i campi limitrofi. Come detto, comunque, la Polizia Stradale sta ancora accertando le cause.
il 13 ottobre, a Massa, una donna di 48 anni in scooter ha tamponato un furgone vetrato morendo sul colpo.

Questi sono stati i peggiori 6 mesi di sempre sulle nostre strade.

Mai ho sentito, di 14 persone morte in 6 mesi, tutte in sella a motocicicli. 1 persona ogni 12 giorni, è un prezzo troppo alto da pagare.
I mezzi, le condizioni delle strade, il traffico intenso, la nostra più totale mancanza di cultura della sicurezza e le distrazioni alla guida di automobilisti ignari dell'esistenza di utenti delle due ruote, rendono sempre più pericoloso l'utilizzo dei nostri mezzi.. al di là della pericolosità del mezzo stesso.
Nella mia provincia, quasi 7/10 degli incidenti rilevati dalla Polizia Stradale vedono coinvolti conducenti di mezzi a due ruote. Sopratutto Scooter. Sopratutto in città. Sopratutto con casco non integrale. Sopratutto senza giubbotto con protezioni. Sopratutto senza paraschiena.

Ma sopratutto... sempre con una famiglia e amici lasciati a raccogliere i pezzi, nei casi più gravi.
Proteggetevi con dell'abbigliamento tecnico, se non per voi, fatelo per chi vi vuole bene. Tenete vigili i vostri occhi, anche quando guidate l'auto. Anche quando andate tranquilli al mare... e state doppiamente attenti mentre andate al lavoro o tornate a casa. Mai abbassare la guardia. Mai andarsela a cercare.
Usate la testa, più che potete, di sicuro non può fare male.
Non ve lo dice un santo, non ho la pretesa di esserlo.
Ve lo dice un diavolo che col passare del tempo ha imboccato la strada del farsi un esame di coscienza e dell' aumentare la propria sicurezza, sia attiva che passiva, e che, ogni volta che gira la chiave, si ripromette di non esagerare e di stare all'erta. Perdere un amico in moto può fare anche questo.
Purtroppo.

Indice e medio a V,
Leonardo Tongiani.


martedì 20 ottobre 2009

Io dissuado: video dell'evento (Roma 11/10/09)


Ecco il video del momento clou dell’evento IO DISSUADO, promosso dalla Fondazione
Ania per la sicurezza stradale, che si è svolto a Roma l’11 ottobre scorso.




Per maggiori informazioni visitate il sito
www.iodissuado.it.

lunedì 5 ottobre 2009

Io dissuado


http://www.iodissuado.it/

“Io dissuado” - Campagna di sensibilizzazione per promuovere comportamenti di guida prudenti promossa da Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale

Vieni anche tu a fare il "Dissuasore" - Roma, via dei Cerchi - 11 ottobre 2009



Tutti i cittadini possono diventare “Dissuasori” per contribuire a ridurre drasticamente il numero di morti sulle strade – La Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, costituita dalle compagnie di assicurazione con il fine di realizzare iniziative concrete volte al miglioramento dei livelli di sicurezza sulla strada, promuove Io Dissuado, un progetto che ha l’obiettivo di dissuadere da comportamenti scorretti alla guida come l’alta velocità e l’alcool. Nonostante gli sforzi e le sinergie messe in atto per contrastare le migliaia di morti sulle strade l'Italia, più di altri grandi Paesi europei, è ancora lontana dal traguardo UE di dimezzare, entro il 2010, le vittime di incidenti stradali.
Il progetto vuole essere un atto concreto per affrontare tale emergenza: ogni giorno in Italia si verificano 633 incidenti stradali, che provocano 893 feriti e 14 morti, ben 5.131 vittime nel solo 2007. Nello stesso anno, nel nostro Paese si sono registrati 500 morti in più della Francia, 1.300 in più della Spagna, 2.000 in più del Regno Unito e 180 in più della Germania. Io Dissuado ha l’obiettivo di dissuadere da comportamenti di guida scorretti nell’ottica che “chi guida male può uccidere anche te”. Il progetto vuole informare e sensibilizzare opinione pubblica, esperti, opinion leader e istituzioni sul tema della sicurezza stradale, incoraggiando un comportamento alla guida prudente, stigmatizzando atteggiamenti scorretti, come la velocità e la guida in stato di ebbrezza. “Dobbiamo aver chiaro che in Italia la vera emergenza è rappresentata dalle tragiche cifre della mortalità sulle strade - dichiara Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale -. E’ come se ogni dieci anni sparisse un’intera città italiana grande come Pordenone o Avellino. Davanti alla tragedia di questi dati, tutti abbiamo il dovere di batterci, di fare ancora di più per ridurre drasticamente gli incidenti che, dramma nel dramma, coinvolgono così tanti giovani. Solo attraverso l’intervento di tutti, dalle Istituzioni al singolo cittadino, si potrà ridurre drasticamente il numero di morti sulle strade”. Il progetto Io Dissuado della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale vuole essere un impulso a creare un movimento d’opinione sul grave problema dell’incidentalità stradale. Il concept della campagna di comunicazione è molto forte, capace di creare impatto e riconoscibilità, e ruota attorno all’immagine di persone comuni - i “Dissuasori” - che diventano testimonial e protagonisti di una denuncia, di una manifestazione di impegno civile e di un nuovo comportamento sociale. Il progetto si declina attraverso una campagna stampa sulle maggiori testate nazionali e locali e altre iniziative rivolte ai cittadini. L’invito della Fondazione ANIA è quindi quello di adottare comportamenti prudenti e di diventare protagonisti di una battaglia quotidiana e costante contro i comportamenti scorretti alla guida. Tutti possono diventare Dissuasori umani e sensibilizzare l’opinione pubblica verso un’emergenza che provoca all’anno più vittime di una guerra. Per diventare “Dissuasori” basta registrarsi sul sito http://www.iodissuado.it indicando di voler partecipare in quanto motociclisti.

Nel 2007, a causa di incidenti stradali, sono morte oltre 5000 persone. Di queste, circa 1500 erano motociclisti o zavorre (circa il 30 %). Sarebbe importante che molti di noi si registrassero sul sito http://www.iodissuado.it evidenziando di appartenere alla categoria dei bikers e, per chi può, anche esserci fisicamente l'11 ottobre a via dei Cerchi a Roma, magari vestito con abbigliamento tecnico e casco. Così potremo dire e far vedere che noi non vogliamo più rientrare in quel maledetto 30%!

http://www.iodissuado.it/

condividi su facebook! -->LINK<--

venerdì 2 ottobre 2009

Mettici la testa: CASCO

Questo video di Mettici la testa (guardate ogni singola puntata, ne vale la pena fino all'ultimo decimo di secondo), è dedicato al Casco e a chi non lo usa.
Ciò che ancora una volta sconcerta, è la demenza dei giovani intervistati.
Il casco non viene messo perchè sennò si rovina la pettinatura. La pettinatura? Certe volte viene da pensare che l'anguria che viene usata come dimostrazione, sia più piena delle teste vuote di quei ragazzi.
Buona visione, e andate tranquilli, non ci sono scene d'effetto. Solo manichini gialli.

Mettici la testa: VELOCITA'


Questo video è tratto da un programma di Rai Educational, appunto "Metticilatesta", e fa capire come la velocità sia la causa diretta del 50% degli incidenti.


Se riuscissimo ad abbassare la velocità media di soli 3 km/ora in Europa, si risparmierebbero 6000 vite e 20 miliardi di euro di spese sanitarie, nel totale europeo. Sono cifre da capogiro.

In questo video ci sono immagini di incidenti riprese dalla telecamere di Autostrade per l'Italia. Non ci sono immagini dirette di lenzuoli o corpi a terra, ma c'è il video del momento in cui ogni incidente è avvenuto. La peculiarità è il far vivere il momento in cui si aspettano le ambulanze. Se prima la velocità era elevata, a 0 km/h tutto assume un altro significato.
Se siete molto impressionabili, non guardate questo video.
E' un video che colpisce nel vivo, e proprio per questo è utile a capire.