
Prima di accendere il motore, "Prometto di accendere il cervello!" Sicurezza stradale, per sensibilizzare i futuri motociclisti, i neopatentati e i centauri di vecchia data al fatto che farsi molto male in moto è molto semplice, se non si è sempre all'erta
Consigli d'uso
mercoledì 17 febbraio 2010
Altroconsumo e i caschi.. qui gatta ci cova!

mercoledì 27 gennaio 2010
Bocciati 8 caschi su 15: test Altroconsumo
8 caschi su 15 non hanno superato il test, compresi alcuni caschi dei marchi più noti.
giovedì 17 dicembre 2009
Mettiti al suo posto !
lunedì 14 dicembre 2009
Perchè il casco integrale è meglio del casco jet
Video incidente: concorso di colpa?
mercoledì 18 novembre 2009
Guard rails assassini: Un video che fa riflettere
lunedì 9 novembre 2009
La strada non è posto per correre!
"The Road is no place to race"
"Se avessi incontrato in pista gli stessi ostacoli che voi incontrate per strada.. probabilmente sarei morto" Mick Doohan, 5 volte campione del mondo di GP 500cc
Incidenti: i peggiori 6 mesi di sempre.
martedì 20 ottobre 2009
Io dissuado: video dell'evento (Roma 11/10/09)
Ecco il video del momento clou dell’evento IO DISSUADO, promosso dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale, che si è svolto a Roma l’11 ottobre scorso.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.iodissuado.it.
lunedì 5 ottobre 2009
Io dissuado
http://www.iodissuado.it/
“Io dissuado” - Campagna di sensibilizzazione per promuovere comportamenti di guida prudenti promossa da Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale
Vieni anche tu a fare il "Dissuasore" - Roma, via dei Cerchi - 11 ottobre 2009
Tutti i cittadini possono diventare “Dissuasori” per contribuire a ridurre drasticamente il numero di morti sulle strade – La Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, costituita dalle compagnie di assicurazione con il fine di realizzare iniziative concrete volte al miglioramento dei livelli di sicurezza sulla strada, promuove Io Dissuado, un progetto che ha l’obiettivo di dissuadere da comportamenti scorretti alla guida come l’alta velocità e l’alcool. Nonostante gli sforzi e le sinergie messe in atto per contrastare le migliaia di morti sulle strade l'Italia, più di altri grandi Paesi europei, è ancora lontana dal traguardo UE di dimezzare, entro il 2010, le vittime di incidenti stradali.
Il progetto vuole essere un atto concreto per affrontare tale emergenza: ogni giorno in Italia si verificano 633 incidenti stradali, che provocano 893 feriti e 14 morti, ben 5.131 vittime nel solo 2007. Nello stesso anno, nel nostro Paese si sono registrati 500 morti in più della Francia, 1.300 in più della Spagna, 2.000 in più del Regno Unito e 180 in più della Germania. Io Dissuado ha l’obiettivo di dissuadere da comportamenti di guida scorretti nell’ottica che “chi guida male può uccidere anche te”. Il progetto vuole informare e sensibilizzare opinione pubblica, esperti, opinion leader e istituzioni sul tema della sicurezza stradale, incoraggiando un comportamento alla guida prudente, stigmatizzando atteggiamenti scorretti, come la velocità e la guida in stato di ebbrezza. “Dobbiamo aver chiaro che in Italia la vera emergenza è rappresentata dalle tragiche cifre della mortalità sulle strade - dichiara Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale -. E’ come se ogni dieci anni sparisse un’intera città italiana grande come Pordenone o Avellino. Davanti alla tragedia di questi dati, tutti abbiamo il dovere di batterci, di fare ancora di più per ridurre drasticamente gli incidenti che, dramma nel dramma, coinvolgono così tanti giovani. Solo attraverso l’intervento di tutti, dalle Istituzioni al singolo cittadino, si potrà ridurre drasticamente il numero di morti sulle strade”. Il progetto Io Dissuado della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale vuole essere un impulso a creare un movimento d’opinione sul grave problema dell’incidentalità stradale. Il concept della campagna di comunicazione è molto forte, capace di creare impatto e riconoscibilità, e ruota attorno all’immagine di persone comuni - i “Dissuasori” - che diventano testimonial e protagonisti di una denuncia, di una manifestazione di impegno civile e di un nuovo comportamento sociale. Il progetto si declina attraverso una campagna stampa sulle maggiori testate nazionali e locali e altre iniziative rivolte ai cittadini. L’invito della Fondazione ANIA è quindi quello di adottare comportamenti prudenti e di diventare protagonisti di una battaglia quotidiana e costante contro i comportamenti scorretti alla guida. Tutti possono diventare Dissuasori umani e sensibilizzare l’opinione pubblica verso un’emergenza che provoca all’anno più vittime di una guerra. Per diventare “Dissuasori” basta registrarsi sul sito http://www.iodissuado.it indicando di voler partecipare in quanto motociclisti.
http://www.iodissuado.it/
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venerdì 2 ottobre 2009
Mettici la testa: CASCO
Ciò che ancora una volta sconcerta, è la demenza dei giovani intervistati.
Il casco non viene messo perchè sennò si rovina la pettinatura. La pettinatura? Certe volte viene da pensare che l'anguria che viene usata come dimostrazione, sia più piena delle teste vuote di quei ragazzi.
Buona visione, e andate tranquilli, non ci sono scene d'effetto. Solo manichini gialli.
Mettici la testa: VELOCITA'
Questo video è tratto da un programma di Rai Educational, appunto "Metticilatesta", e fa capire come la velocità sia la causa diretta del 50% degli incidenti.
Se riuscissimo ad abbassare la velocità media di soli 3 km/ora in Europa, si risparmierebbero 6000 vite e 20 miliardi di euro di spese sanitarie, nel totale europeo. Sono cifre da capogiro.
In questo video ci sono immagini di incidenti riprese dalla telecamere di Autostrade per l'Italia. Non ci sono immagini dirette di lenzuoli o corpi a terra, ma c'è il video del momento in cui ogni incidente è avvenuto. La peculiarità è il far vivere il momento in cui si aspettano le ambulanze. Se prima la velocità era elevata, a 0 km/h tutto assume un altro significato.
Se siete molto impressionabili, non guardate questo video.
E' un video che colpisce nel vivo, e proprio per questo è utile a capire.
mercoledì 30 settembre 2009
Moscerini.. niente di più
Bugs, insetti... o moscerini, ecco come veniamo trattati.
Buona visione, e buona risata... amara.
martedì 22 settembre 2009
Ecco le barriere «salva-motociclisti»
proviene dalla sezione "Motori" del Corriere della sera...
Un test mirato sulle due ruote per le nuove barriere «salva-motociclisti» (Anas)
MILANO - Le strade italiane saranno più sicure per gli utenti delle due ruote. E' la promessa dell'Anas che annuncia l'installazione in tempi brevi di nuovi guard rail già ribattezzati «salva-motociclisti». Le nuove barriere, tecnicamente denominate H2-bordo laterale SM» recepiscono criteri di costruzione che tengono conto dei diversi effetti che l'impatto può avere sui diversi tipi di veicolo in caso di incidente e uscita di carreggiata.
I NUMERI DEGLI INCIDENTI - L'attenzione ai motociclisti nasce dall'osservazione delle statistiche sui sinistri in Italia che dicono come i «centauri» siano il 16% delle vittime complessivi di incidenti, nonostante i loro spostamenti sulla rete stradale nazionale rappresentino non più del 2%. Non solo: un motociclista ha una probabilità di morire, a seguito di un incidente, di 30 volte superiore rispetto a quella di un automobilista.
CRASH TEST PER LE DUE RUOTE - Per mettere a punto le nuove barriere sono stati effettuati anche dei crash test con dei manichini antropomorfi, gli stessi che si usano nei test per l'omologazione delle vetture. E si è tenuto conto delle reazioni degli stessi dummies nella messa a punto progettuale delle nuove barriere. Che all'apparenza sono simili alle altre, ma hanno un'aerodinamica e un sistema di distanziatori dai paletti studiati proprio per minimizzare gli effetti di un impatto. L'obiettivo è stato quello di creare una maggiore capacità di contenimento dello spostamento che la barriera subisce in seguito all’urto, per ridurre lo spazio necessario al suo funzionamento. Le barriere di sicurezza attualmente disponibili sul mercato, infatti, richiedono uno spazio a margine della carreggiata non sempre disponibile, come nel caso delle strade non ammodernate, che può costituire il presupposto per protezioni inadatte ad urti al di sopra di una certa velocità. Il fatto che le nuove barriere possano essere installate anche dove non ci sono grandi spazi disponibili rende di fatto possibile una loro diffusione praticamente ovunque.
DISTANZIATORI «INTELLIGENTI»- La maggiore presenza di acciaio le rende più costose di quelle attualmente in circolazione. Ma proprio il minore spazio di spostamento che esse richiedono rende i nuovi dispositivi complessivamente più economici. Sarà infatti necessario acquisire quantità di terreno inferiori alle spalle delle barriere stesse, la qual cosa garantisce notevoli risparmi che vanno a compensare il maggior prezzo di fabbricazione. Fino ad oggi, invece, si è puntato a realizzare barriere con materiali sempre più leggeri, che per garantire adeguata sicurezza richiedevano un maggiore spazio di contenimento, la cui acquisizione era ovviamente a carico del gestore delle strade. Inoltre, l'introduzione del nuovo supporto consentirà di utilizzare un distanziatore universale - una delle innovazioni legate alle nuove barriere, un nastro d'acciaio sagomato a testa di gatto che ritarda tra l'altro l'impatto del nastro sul paletto permettendo una maggiore dispersione dell'energia dell'urto - per l'intera rete Anas, con una conseguente razionalizzazione dei costi di magazzino per i pezzi di ricambio. I nuovi guard rail - ideati dal Centro sperimentale di Cesano dell’unità ricerca ed i nnovazione dell’Anas, diretto dall’ingegner Eleonora Cesolini, - potranno essere utilizzati, secondo i nuovi criteri, da tutte le aziende omologate e certificate.
«OBIETTIVO: MENO MORTI» - Si dice soddisfatto il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci: «L’Anas ha posto l’accento sul miglioramento della gestione della rete esistente, individuando criteri, azioni e attrezzature specializzate ispirate alla più avanzata tecnologia stradale, a servizio del miglioramento della sicurezza attiva e passiva delle strade esistenti. Per primi in Italia abbiamo pensato anche ai motociclisti nella progettazione di un dispositivo di sicurezza, in modo da contribuire a ridurre la mortalità degli incidenti per questa categoria di utenti. L’installazione delle nuove barriere potrà avvenire progressivamente sulla nostra rete».
18 settembre 2009
giovedì 18 giugno 2009
Un anno di incidenti (06/08 - 06/09)
Di seguito riporto integralmente l'articolo apparso sul sito della Volkmann - Rossbach Italia, azienda impegnata da anni nel fronte della sicurezza, e che settimanalmente stila un rapporto degli incidenti occorsi nel nostro paese.
Un compito che nessun'altro fa.
Indice e medio a V a tutti coloro che lavorano in questa azienda, di cuore.
| Un anno di monitoraggio degli incidenti motociclistici: ecco le cifre | | | |
| venerdì 12 giugno 2009 | |
| Per quanto la nostra rassegna ovviamente non abbia rigore scientifico, a distanza di 12 mesi abbiamo voluto provare a fare un bilancio da cui emergono trend su cui riflettere: circa il 62% degli incidenti sono accaduti al Nord, solo il 13% al sud e Il 16% al centro, e il 9% nelle isole. Oltre il 56% è avvenuto su strade urbane, mentre il 18% su strade statali, il 19% su strade provinciali, l’1% sulle strade regionali, il 4% sulle autostrade, il 2% in tangenziale. Circa il 12% delle morti è stato provocato dall'impatto contro un guardrail. I centauri deceduti sono in totale 428, mentre i feriti 242. |
Clicca sui grafici per ingrandire:
tratto da QUI
Buona guarigione, Giuly!
Leonardo Tongiani
lunedì 8 giugno 2009
La GDF scopre 25 tipi di casco irregolari
(ASAPS), 4 giugno 2009 – Una serie di controlli, effettuata tra marzo e maggio, dalla Guardia di Finanza di Genova ha portato alla scoperta di 25 tipi di caschi irregolari. Questi caschi sono pericolosi in quanto non garantiscono gli standard di sicurezza, con rischio elevato per chi li usa. Infatti, in caso di incidente, la protezione non è quella garantita dalla omologazione, con possibili gravi conseguenze per l'incolumità di chi lo porta. Inoltre l'omologazione non viene riconosciuta in caso di incidente provocando un possibile contenzioso con le compagnie di assicurazione. Nel caso si abbia un casco di quelli risultati irregolari ecco cosa fare:
- consegnare il casco pericoloso alle forze di polizia;
- il rimborso e la sostituzione del casco vanno richiesti al rivenditore che lo ha venduto (in quanto responsabile in solido ai sensi del codice del consumo), il quale potrà rivalersi sulla ditta produttrice che lo ha immesso sul mercato.
Non bisogna dimenticare che chi circola con un casco non omologato, oltre ad andare incontro al sequestro, se fermato dalle forze di polizia, potrebbe essere sanzionato con conseguente “fermo” del veicolo e interruzione del viaggio per fornirsi di un altro casco.
Questo l'elenco dei codici di omologazione a rischio: -E3052075/P, E3052078/J, E3052171/J, E3052187/P, E3059114/P, E3059177/J; -E24050004/J, E24050005/J, E24050006/J, E24050007/J, E240500010/J, E24050106/J; -E13050094/J, E13050098/J, E13050103/J, E13050120/J, E13050133/J, E13050134/J, E13050144/J, -E13050164/J, E13050192/J, E13050193/J. (ASAPS)
venerdì 5 giugno 2009
Campagna Olandese: Non farti sorprendere dai motociclisti!
lunedì 27 aprile 2009
Un Decalogo (+1) per guidare con la testa
Un pò di consigli utili, non guastano mai.
Qui ne ho messi alcuni, quelli che trovo più efficaci nella guida su strada.
1) Prima di salire in sella, pensare: "Prometto, prima di accendere il motore, di accendere il cervello".
2) Mentre "la vena" rischia di chiudersi, ricordare di "Non correre più veloce del tuo angelo custode".
3) Guidare come in una partitata a scacchi, dove bisogna prevedere le mosse del nostro avversario, che purtroppo è sleale, ed effettua mosse impreviste e non consentite. Specialmente in città.
4) "Fare finta di essere invisibili", così non si da per scontato di essere visti dagli altri, anche quando abbiamo la precedenza.
5) Rallentare comunque agli incroci, anche se si ha la precedenza, non è una premura eccessiva, specie quando ci sono persone che fumano, ascoltano musica a palla, e contemporaneamente parlano al cellulare, mentre guidano.
6) Se io tratto bene la moto, essa tratterà bene me... e se la conosco minuziosamente, saprò riconoscere una perdita o un comportamento anomalo, che altrimenti non noterei, quindi lavare spesso la moto, curarne la lubrificazione, la manutenzione, e il controllo della pressione, è un dovere.... ma col tempo diventa un piacere.
7) Tenere un margine di sicurezza, ulteriore, oltre al normale margine "da strada", può aiutare. Il guasto meccanico è sempre in agguato, ed è infido e inaspettato. Quel metro in più può salvare. Anche quel centimetro in più.
8) Sulla sicurezza non si risparmia, mai. Casco con anello a doppia D, giubbotto, guanti, paraschiena, stivali, pantaloni, o ancora meglio tuta.
9) Fondamentale è la fisica.. "E uguale a Un mezzo emme vù quadro"...L'energia cinetica aumenta in maniera quadratica rispetto alla velocità! vai al doppio? freni nel quadruplo dello spazio!
10)La regola forse più importante, da ricordare in strada, quando arriva un altro centauro, è che ad arrivare primi in cima al passo, non guadagnamo nulla.E' sensato rischiare di sacrificare l'uso delle gambe o peggio, la tetralgia, (o ancora peggio) per arrivare prima di un emerito sconosciuto? e poi? davanti a che pubblico? per quale gloria? le gare si fanno in pista, e, per chi non ha i mezzi.. non si fanno. Si sognano, finchè la buonasorte non le permetterà!
eppure...
Riportare alla mente foto di guardrail insanguinati, o immagini di incidenti mortali, può fare tornare in se, quando "la vena" si chiude.. ma purtroppo, ricordare un amico scomparso in sella, è il freno migliore che esista, per tenere a freno i diavoli che salgono in sella con noi, ogni volta che giriamo quella meravigliosa, maledetta manopola.
Indice e medio a V,
Leonardo Tongiani.
giovedì 16 aprile 2009
Ancora un dramma su due ruote. Mettete il paraschiena.
Le riporto in versione integrale:
Riporto un post scritto da una amica motociclista su un forum, ed a titolo di Privacy, lascio anonimo tutto per il momento, perchè è sufficiente ciò che viene riportato per dimostrare che i sistemi di sicurezza, ed in questo caso abbigliamento ed accessori in moto, sono importanti anche se possono sembrare banali o eccessivi.
Ecco quanto ciò che è accaduto:
"Riesco a malapena a scrivere... Lo scorso venerdi sera un mio collega ha avuto un incidente in moto. Nel traffico caotico di Firenze un'auto lo ha urtato. ***** ha fatto un volo ed è caduto in terra. Il suo Monster ha solo qualche graffio. Ma lui....ha preso un brutto colpo alla colonna vertebrale. Un colpo che ha fatto fuoriuscire e rientrare un pezzo di midollo. Adesso lui é in ospedale in terapia intensiva...paralizzato dalla vita in giù. I medici che lo hanno operato d'urgenza non vogliono dare speranze. Dicono che non camminerà mai più. Questa cosa mi sconvolge. Quella sera maledetta dovevo anche io uscire in moto. Mi sarei trovata anch'io sul lungarno. Ma ho chiamato l'amica che stavo per andare a prendere e le ho detto che sarei uscita in auto: mi scocciava mettere le protezioni. Era stata una giornata pesante. Ero stanca. Volevo stare comoda. Lei, che invece già pregustava l'uscita in moto, mi dice 'suvvia che cosa vuoi che capiti! Siamo in città, mica in autostrada!'. Inutile dire che ho passato mezz'ora a spiegarle che si muore anche a 30km/h, che la città è piena di insidie, soprattutto Firenze, dove tanti che si mettono al volante sono turisti e, non conoscendo le strade, cambiano direzione repentinamente. Non ho neanche finito di dire queste cose...e guarda che cosa è successo! Non faccio che pensare 'se solo ***** avesse avuto il paraschiena!' "
Il Paraschiena... Ancora un oggetto incompreso o sconosciuto.
L'omologazione per i paraschiena da moto è 1621- 2 (si riferisce proprio per le protezioni che interessano la colonna vertebrale).
Ecco alcune documentazioni sui modelli, omologazione e funzionalità:
http://www.motor-bike.it/n
http://cesenabikers.blogsp
Nella storia del motociclismo fu Barry Sheene a chiedere il paraschiena, che provò a creare lui stesso con una serie di visiere casco assemblate in modo tale da attutire gli urti durante le cadute: http://it.wikipedia.org/wi
Non mi resta che fare un augurio a quest'Uomo confidando in un miracolo, e raccomandare chiunque giri su un due ruote, di mettere da una parte il senso estetico e la comodità a tutti i costi ma di mettere noi stessi in primis in sicurezza...
Tieni duro fratello.
Leonardo.
martedì 17 marzo 2009
Ciao Bull!
In ricordo di Alessandro Imeri, che ci ha lasciato da poco, a causa di un incidente motociclistico come tanti... ma Bulldog (questo il nome con cui è conosciuto in rete) non era uno dei tanti.
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, Alessandro Imeri, 35 anni, originario di Arcene ma da poco trasferitosi a Ciserano, era diretto da Tavernola verso Lovere quando è andato a sbattere contro la fiancata di una Golf guidata da un trentaduenne di Sorisole e che proveniva dal senso opposto e stava svoltando a sinistra per entrare in una piazzola di sosta. L'impatto con l'auto ha fatto sbandare l'Aprilia che è finita contro una Panda condotta da un ventenne di Malonno che seguiva la Golf.
Bull era un appassionato vero dell' Aprilia, l'unica marca di moto che aveva mai avuto, e l'amava così tanto, da realizzare una colorazione personalizzata per la sua creatura... una colorazione così apprezzata da meritare una realizzazione in serie fatta da Noale, e la partecipazione al Bol D'or.
In ogni singola parola che Alessandro scriveva in rete, si vedeva trasudare tanta, tanta passione. Non era un saccente o una persona che si rendeva preziosa, ma era uno "di quelli buoni", e sarà per molti una perdita incolmabile.
Il mio rimpianto è di non averlo mai conosciuto di persona.