Consigli d'uso

Questo blog è diventato ormai relativamente lungo. Scorretelo in basso! Vale assolutamente la pena, vedere i post meno recenti, sono i più istruttivi. Sono i post il cui messaggio ha stimolato la realizzazione di questo blog. La consultazione è consigliata, dal basso, verso l'alto!
Vi ringrazio per il vostro tempo, e vi riavverto.. alcune immagini sono forti... ma, per loro natura, capaci di impedire alla vostra "vena" di chiudersi, e salvare una vita.


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martedì 10 febbraio 2009

Evitate i litigi con gli automobilisti. Il rischio è fatale.



Nella giornata di ieri, un ragazzo di 29 anni è morto a Pescara.

Andava in moto (un Yamaha 600), ed è scoppiato un diverbio con un automobilista, alla guida di una Fiat Punto.
E' successa la cosa che nessuno riterrebbe sensata o concepibile.
A quanto pare, (e poi le indagini stabiliranno meglio la dinamica), l'automobilista ha speronato la moto spingendola contro un guard rail.
Andrea Norscia, 29 anni, si è procurato un profondo taglio che ha reso inutile l'invervendo del 118.

le uniche parole che mi vengono da dire sono condoglianze per la famiglia.

Spero vivamente che la pena che verrà applicata sarà quella per omicidio aggravato da futili motivi. 25 anni, in cui le strade conteranno un assassino in meno.

Nella mia esperienza personale, è capitato di dover evitare di essere speronato da una persona agitata che poco prima aveva quasi investito me ed una ragazza che attraversava sulle strisce.
Queste cose, purtroppo, succedono e continueranno a succedere.
Bisogna essere forti.
L'automobilista medio è ignorante, e non ha alcun pensiero per il motociclista medio. Niente precedenze, manovre improvvise non segnalate dalle frecce, sorpassi al millimetro.. e purtroppo ieri, uno speronamento.
Siamo piccoli, e avremo sempre la peggio.
Bisogna esser forti, di testa, anche per chi non lo è dall'altra parte del volante.

Indice e medio a V,
Leonardo.

ciao Andrea!

giovedì 5 febbraio 2009

Petizione contro i guard rail assassini






Sign for Basta guard-rail assassini

Leonardo.

Vale la pena fare un salto a firmarla, ci si mette giusto una trentina di secondi.
indice e medio a V,

mercoledì 4 febbraio 2009

Pirateria Stradale


Anche se siamo sicuri delle nostre capacità, la pirateria stradale è un rischio di cui tenere conto. Avvicinarsi ad un incrocio in cui abbiamo la precedenza può essere una trappola mortale, se questa non ci viene data! Non possiamo arginare noi stessi il problema, ma possiamo ridurre, per quanto possibile, le nostre possibilità di essere presi, con una guida attenta oltre quanto dovremmo avere, sia di giorno che di notte, e facendo finta di essere invisibili. Solo così possiamo guidare in maniera il più sicuro possibile, non dando mai per scontato che ci venga data una precedenza.

Nel 2008 sono stati 323 gli episodi di pirateria stradale: 93 persone sono rimaste uccise e 331 ferite. Le morti registrate nel 2007 erano state 68. Sul totale delle inchieste, 249 (vale a dire il 77%) hanno condotto all'identificazione del responsabile, arrestato in 125 occasioni e denunciato a piede libero in altre 124. Nel 43,8% dei casi è stata accertata la presenza di alcol e droghe. I dati sono dell'osservatorio Il Centauro-Asaps.

Gli episodi osservati nel 2007 erano stati 161, la metà rispetto ai 323 del 2008: si registra una netta crescita del +100,6%. Nel 2007 le vittime erano state 68 (93 nel 2008 con un aumento del 36,8%) mentre il numero dei feriti si era fermato a quota 150 (331 nel 2008, +120,7%).

Sugli incidenti pesano l'ombra dell'alcol e delle droghe: in 109 casi (43,8%) ne è stata accertata la presenza, ma è un dato che deve essere accolto con cautela: la positività dei test è riferibile solo quando il responsabile è stato identificato, 249 su 322. "Spesso quando le forze di polizia identificano l'autore - spiega Giordano Biserni, presidente Asaps - non ha più senso sottoporre il sospetto a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall'evento".

Pirati stranieri
Lo studio tiene conto anche della presenza di pirati stranieri. Il 31,3% degli identificati è risultato non italiano. Il 53,6% dei fatti - 173 contro 150 - avviene di giorno. Ancora una volta sono le categorie deboli della strada pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività: 54 sono gli anziani coinvolti, 41 i bambini, rispettivamente il 12,7% ed il 9,7%.

Campania in testa
La geografia degli episodi vede al primo posto la Campania con 39 casi, (12,1%); seguono Toscana e Emilia Romagna con 37 e 36 episodi (11,5% e 11,1%). Due soli casi in Umbria e Valle d'Aosta (0,6%), uno in Basilicata (0,3%).

Via Asaps, Tgcom

lunedì 2 febbraio 2009

La somma del rischio: comportamenti, strade, veicoli.

Quest'articolo è uno studio approfondito sugli incidenti stradali riguardanti le due ruote in Italia, con dei confronti con altri paesi europei, visti da Lorenzo Borselli, un Sovrintendente della Polizia Stradale.
Il suo punto di vista, è assolutamente interessante, perchè è sia esterno al mondo delle due ruote, visto il suo ambito lavorativo, sia interno, in quanto motociclista.

L'articolo originale è sul sito dell' ASAPS,
l'Associazione Sostenitoni e Amici della Polizia Stradele.


La somma del rischio: comportamenti, strade, veicoli.
di Lorenzo Borselli(Sovrintendente Polizia Stradale)

venerdì 30 gennaio 2009

Tragedia sfiorata. Ecco perchè bisogna andare piano

Perchè accendere il cervello in strada?
perchè andare piano, anche se c'è una curva veloce e un nugolo di amici a filmare le tue gesta nonostante il traffico?

ecco perchè.

Moto vs Furgone

Di chi è la colpa non interessa a nessuno, vista la tragedia sfiorata.

martedì 27 gennaio 2009

26 Aprile 2009. NO!!! ai guard rail ghigliottina!



Il 26 / 04 /2009, si terranno a Roma e a Milano, in contemporanea, due manifestazioni volte a sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sulla necessità di cambiare gli attuali guard rail presenti sulle nostre strade, con aggiunte o modelli più funzionali per gli impatti motociclistici.

questo è il link alla pagina con tutti i dettagli e le spiegazioni del caso, nel forum Tingavert : --->LINK<----

Prendete conscienza di questo problema, e, se potete, partecipate attivamente.

Guard Rails, funzionano davvero?

Sono attorno a noi, ovunque, e ci dicono che siano lì per la nostra sicurezza, per proteggerci da incidenti fatali, che sono il modo più sicuro e perfetto che esista per contornare le nostre strade.
E' davvero così?

e... se un auto prende frontalmente un guard rail nella sua parte iniziale, e non di fianco?
e... se entra attraverso il vetro frontale?

e... se l'auto in sbandata impatta con una portiera nell'inizio del rail?


e... cosa che tocca più da vicino...
e... se un motociclista cade su un viadotto, riuscirà a non finire di sotto?
e...se un motociclista, pur con tutte le protezioni del caso, impatta contro uno dei paletti (taglienti) che sorreggono i guard rail a più di 30 km/h?
e...se ?

Questo video è stato realizzato da Maxmoto( già autore di quella perla di video di "Motociclisti, strana e meravigliosa gente"), per promovuere la Manifestazione del 26 Aprile 2009 contro i Guard-Rail Pericolosi, promossa da Motociclisti per la Vita. Vale la pena di guardarlo, e di partecipare



vale anche la pena di dare uno sguardo ad un vecchio post
----> QUI <----

indice e medio a V,
Leonardo.

mercoledì 24 settembre 2008

Perchè mettere le protezioni?

..perchè la madre dei deficienti è sempre incinta, e può accadere quello che appare nel video. Una tragedia sfiorata per un pelo. Un "non so come definirlo" a bordo di una Peugeot 106, per fare lo sborone in una curva veloce, davanti a tanta gente, va a finire contro il muro, e per pochissimo non prende in pieno due ragazzi in motorino. Data la velocità li avrebbe a dir poco disintegrati.



Moto o scooter sono più pericolosi di quanto sembrino. Non dipende sempre da chi guida. Basta che il veicolo nell'altro senso stringa troppo una curva (o la allarghi troppo), o perda il controllo, e siamo impotenti davanti al nostro destino.
Giusto oggi parlando con una amica in scooter le ho detto "e un giubbotto con le protezioni non ce l'hai?" Lei mi ha risposto che per lo scooter era sprecato, e che spesso non lo metteva nemmeno in moto perchè è scomodo... La mentalità della gente è ancora questa! Esistono ancora ragazzi che non mettono il casco per non rovinare la pettinatura col gel... e quello che mi preoccupa (oltre per la loro salute fisica) è che un giorno guideranno moto iperpotenti, sempre più facili da guidare, e senza giubbotto, per non sgualcire la maglietta.. Tanto assurdo che putroppo è vero.

Se foste stati voi, il guidatore del motorino, avreste cominciato ad indossare un giubbotto, da quel giorno in poi? La gente prende consapevolezza del pericolo che corre su due ruote solo dopo lutti o dopo grandi spaventi, e non riesco a condividerlo e ad accettarlo.

un lampeggio,
Leonardo.

lunedì 22 settembre 2008

Il bilancio della carneficina

E' ufficialmente finita l'estate, e d'ora in poi, come solito, la carneficina degli utenti delle moto subirà una flessione, si spera... anche se qualche bella giornata di sole ad ottobre potrebbe far dimenticare ai centauri della domenica che l'asfalto è ormai freddo e che le chiazze di umido sono ovunque a tendere agguati.

Nella mia città, molte persone se ne sono andate.
Un ragazzo sui 25 in sella al suo scooter ha perso il controllo ed ha impattato contro una Fiat Multipla, morendo sul colpo. Tornava dal lavoro.
Un uomo, e padre di famiglia sulla quarantina ha perso il controllo della propria moto ed è finito sotto ad una Kia Sorento. Andava al lavoro.

Entrambi sono rappresentativi di quella enorme fetta di utenti delle due ruote che non veste abbigliamento protettivo e vive la moto come un mezzo di locomozione, magari per necessità, e ne diventa vittima, molto spesso inconsapevole, e incolpevole.

Una coppia di ragazzi di Carrara, mentre si trovava a La Spezia in auto, è stata centrata da una moto a tutta velocità, che a quanto pare stava facendo una gara di velocità (su di un enorme e lunghissimo rettilineo tra l'uscita della superstrada e l'inizio della città) con un altro centauro che non si è fermato. il ragazzo è morto sul colpo, la ragazza era in gravi condizioni, spero si sia salvata. il centauro è morto sul colpo.

Questo sabato, invece, un ragazzo di 18 anni ha fatto uno scontro frontale con una Porche, nella strada conosciuta come "Le lame". Un amico passato dopo l'incidente mi ha raccontato di aver visto un buco erorme a V nel cofano della Porche. Un altro fratello dueruotista in meno.

E' andata meglio al signore che ho soccorso davanti alla mia concessionaria. Un furgone stava svoltando a sinistra con la freccia per entrare nel bar (doppia linea continua), e il signore stava effettuando il sorpasso. Entrambi nel torto, ma il signore dopo aver lasciato la stampa contro la fiancata del furgone è scivolato per terra. Fortunatamente ha impattato contro la parte morbida del furgone, e "fortunatamente" l'asfalto in quel punto è liscissimo, fatto sta che dopo averlo soccorso, tranquillizzato, e dopo aver chiamato la sua famiglia per avvertirli del fatto, l'ambulanza l'ha portato via per una operazione di un paio di ore che gli ha salvato il muscolo del braccio destro. Il signore è poi ripassato per ringraziare me e chi altro ragazzo che l'aveva soccorso... ed ha persino offerto da bere a chi gli aveva tagliato la strada, visto che alla fine era andata bene. Da imitare!

Parlando d'altro...
E' finito il tempo del sondaggio sullo spazio di frenata, ben 6 persone su 23 hanno risposto correttamente.... ragazzi, si può fare di meglio! andate a leggere in basso il post sull'energia cinetica e sullo spazio di arresto! 6 su 23 è troppo poco!

indice e medio a V a tutti,
Leonardo Tongiani.

lunedì 28 luglio 2008

Trappola mortale in Cisa... Parte 2

Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Un mese fa qualcuno aveva buttato gasolio su 3 curve prima di Montelungo Superiore sulla statale della Cisa, con annesse segnalazioni, rabbia, articoli sul giornale, e quant'altro.
Evidentemente dopo 3 settimane non si scivolava più.. quindi il solito aspirante assassino con grandi problemi mentali, ha pensato bene di inondare nuovamente le curve.
Sotto a questo post ci sono le foto di 3 settimane fa. ora metterò le foto delle chiazze che sono apparse domenica scorsa, come mi ha informato la cassiera del bar in cima alla Cisa.



Fortunatamente gli organi di informazione si stanno ancora interessando al problema, data la presenza, in cima al passo di un giornalista di Repubblica di Parma, che faceva domande ai motociclisti, e frequentatori del passo e mostrava molto interesse al problema.
io non ho parole.. voi?
Leonardo.
P.S. se andaste su per il passo del Silara, vicino alla Cisa, fate attenzione all'asfalto nuovo e all'annessa sabbia. è ben segnalato.. ma c'è davvero molta sabbia! attenzione!

mercoledì 16 luglio 2008

Guard Rails Assassini. Foto di una esecuzione.



Stamani su Motoblog, c'era un con riferimento ad una notizia apparsa sul sito dell' Associazione Motociclisti Incolumi, riguardante il decesso di un ragazzo 29enne, accaduto il 14 luglio, ad Ancona, comprensivo di foto che non potrebbero essere più chiare, per spiegare il significato di "Guard Rails Assassini".
Le foto ritraggono un guard rail in rettilineo, con uno dei paletti a 'c', insanguinato, le strisce della moto che arrivano in quella direzione, e due teli, uno bianco, uno verde, ad un paio di metri uno dall'altro. un altro piccolo telo è al centro della carreggiata. Se volete più dettagli, andate sulla sezione "
news" del sito dell'AMI, o chiccate sul simbolo qui sotto.
Le foto fanno impressione, ma andrebbero viste da tutti. E' inutile avere paura di rimanere impressionati. E' quello che può succedere. Meglio esserne consapevoli.


Soltanto ieri avevo appreso la notizia del decesso di un altro ragazzo, un 26enne, Fabrizio, in provincia di Siena, da parte di un suo amico, un utente del forum Daidegas:

Sbanda sull’asfalto bagnato e muore
Stava andando al mare quando, a causa di un improvviso acquazzone che ha reso scivoloso l’asfalto, la sua moto ha sbandato. Il giovane centauro è stato sbalzato dalla sella, ha sbattuto violentemente sull’asfalto ed è finito con la testa sotto il doppio guard rail centrale di metallo. È morto così, ieri pomeriggio intorno alle 14.30 sulla Siena-Bettolle, nei pressi di Rapolano, Fabrizio Ciacci, ventiseienne di Bucine. In lutto la cittadina in provincia di Arezzo, dove il ragazzo, figlio unico, era molto conosciuto: lavorava presso un’impresa di infissi, il padre è vigile del fuoco, la madre infermiera presso una casa di riposo. Sul posto per i rilievi e per ricostruire la dinamica dell’incidente è intervenuta la polizia stradale di Siena. Sembra comunque chiaro che a causare la sbandata siano state le condizioni dell’asfalto, reso scivoloso dalla pioggia che si è abbattuta sulla provincia di Siena nel pomeriggio.

14/07/2008 9.16.00(SIENA)



Un minimo comune denominatore. Un guard rail. Un paletto di metallo. Due vite spezzate. Una moto che scivola. Due famiglie a piangere i loro cari.
Accendete il cervello, in sella.
Se si cade, il rischio di andare contro un guard rail è troppo grande.
E di vita ne abbiamo una sola.

lunedì 14 luglio 2008

Le notizie girano! e la gente è FOLLE :(

Tre domeniche fa( 29/06/08), durante un giro in moto con il mio amico Diego, sono andato a fare un giro mattiniero su per il Passo della Cisa, visto che Diego doveva fare il rodaggio alla sua nuova Ducati 848 rossa, e quale posto migliore per farlo, se non 'l'università delle moto'?

Nei pressi del paesino di Montelungo Superiore (o Montelungo Terme che dir si voglia), ci siamo imbattuti in 3 chiazze di gasolio gettato in mezzo alla strada, prima del paese, in piena traiettoria. Ho pensato ad un versamento doloso, vista la forma delle chiazze, la quantità di gasolio, la collocazione (in piena curva), e il fatto che dopo poche decine di metri dall'ultima chiazza c'era il paese... un messaggio molto chiaro, direi:
Se vai forte, cadi.
Un modo molto spicciolo (e criminale) di farsi giustizia da soli.
Peccato che ... generalmente gli scalmanati che vanno troppo forte, hanno anche gomme da 320€ che cambiano una volta ogni 2/3 mesi.. e magari hanno anche sospensioni da migliaia di euro..., e magari, se si divertono a fare avanti e indietro, evitate le chiazze la prima volta, le volte successive rallentano sulle chiazze, e per vendetta accelerano in paese.. d'altronde gli scalmanati sono criminali come quelli che buttano il gasolio per terra in curva, e come loro, ragionano in maniera folle!

e .... cosa succederebbe se passase il ragazzino squattrinato neomotociclista con la moto appena presa di sesta mano, con le gomme vecchie e secche e le sospensioni antidiluviane che va a passeggio? Scivolerebbe, e magari centrerebbe in pieno il primo mezzo in transito a nella corsia opposta.. ma a questo chi ha buttato il gasolio, non ci ha pensato... o forse si.. magari voleva proprio godersi lo spettacolo, come l'uomo che nella stessa domenica ha buttato dei chiodi a 3 punte dietro ad una curva ad Arcore e si è seduto ad aspettare che cadesse qualcuno, e che è stato fortunatamente segnalato ai Carabinieri in maniera tempestiva, da un bravo e solerte motociclista membro del forum TriumphChePassione. la gente è davvero FOLLE!

Questa mia affermazione, è una certezza, che purtroppo ha molti precedenti.
Sapete quali sono i metodi più usati per decimare i motociclisti? I simpatici autoctoni in genere gettano dietro alle curve (meglio se cieche) sabbia, gasolio, spaccano bottiglie d'olio, collocano cassonetti in mezzo alla corsia di destra, tendono corde tra un albero e l'altro sia in periferia, sia in mezzo alle mulattiere, per far cadere gli enduristi e i crossisti.

l'estremo, putroppo è stato toccato lo scorso anno, con l'omicidio di Marco Badiali, un padre di famiglia che mentre provava la nuova moto davanti ad un gruppo di amici, in campagna, ha trovato del filo spinato all'altezza della sua gola. Un omicidio ancora senza un colpevole.

Tornando al passato recente, il lunedì successivo alla scoperta delle chiazze, ho mandato una mail alla Polizia Municipale di Pontremoli, pregandoli di pulire le chiazze, e contemporaneamente ho segnalato il pericolo in alcuni forum di moto, come quello della Associazione Motociclisti Incolumi, Daidegas, Tingavert, Triumphchepassione, i Grattuggiati, Versilia Bikers, dove sono venuto a conoscenza di esperienze analoghe vissute dai vari utenti, e dove sono anche stato giustamente rimproverato per non aver chiamato immediatamente le Forze dell' Ordine. Ho sbagliato, purtroppo e ne prendo atto.

Durante la settimana la notizia ha cominiciato a fare il giro e l' AMI ha pubblicato il mio intervento nelle news, mettendo le coordinate satellitari, e anche la mia mail alla Municipale di Pontremoli LINK

la domenica successiva, ritorno con Diego, e un altro amico motociclista, Marco, su per la Cisa, con l'idea di vedere come stanno le chiazze, e fare, magari, qualche fotografia, per rendere l'idea.
Le 3 chiazze sono sempre lì, con tracce di filler, ancora leggermente scivolose, ma niente in confronto alla settimana prima, e non sono segnalate. Faccio qualche foto, e poi proseguiamo nel giro, fino alla sorpresa.
Durante la via del ritorno, in prossimità delle chiazze, c'è un cartello, sulla destra che recita "Tracce oleose su strada".. SUL LATO SBAGLIATO! Le chiazze erano 'a salire', e il cartello era 'a scendere', a tutti gli effetti, inutile! Non voglio pensare che le FFOO abbiano messo il cartello dalla parte sbagliata, e viste il dolo nella collocazione delle chiazze mi viene molto più semplice pensare che il cartello sia stato spostato da qualcun'altro, chissà... in fondo è possibile.
Pochi giorni dopo mi viene riferito che i cartelli sono raddoppiati, e che, anzi, a salire ne era stato messo più di uno. BENE!

Mappa satellitare (cercare su Google Maps "Montelungo Superiore" (anche se il cartello in paese è Montelungo Terme)
Legenda:
rosso :1° chiazza
giallo :2° chiazza
blu :3° chiazza
verde :cartello "attenzione sostanze oleose" nella direzione sbagliata
le frecce indicano la direzione in cui si trovano chiazze e cartello.


Chiazza 1

Chiazza 2


Chiazza 3

Tornato davanti al pc, corredo le discussioni aperte sui forum con le foto fatte, e dopo pochi giorni appare un articolo su Motoblog che si riferiva alla pagina dell' A.M.I. LINK

Lo scorso sabato sono stato contattato da Roberto, il presidende del motoclub "I Grattuggiati" di La Spezia, che mi telefona e mi avverte che le mie foto sarebbero state pubblicate su un giornale a Parma, e infatti, la cosa avviene LINK. Oggi invece Diego mi ha chiamato per dirmi che il mio nome era sul Tirreno, nella sezione 'Massa', dove vengo citato come una delle due fonti per la segnalazione delle rinomate chiazze. Se però nel sito di Repubblica si dice che ai Carabinieri la segnalazione era stata già mandata, sul Tirreno viene concluso il servizio con la frase ad effetto "Non risulta che i Carabinieri abbiano avviato indagini su questi episodi"...

Mi permetto di dire che la frase ad effetto, secondo me, andava fatta sull'aspirante assassino che ha tentato di fare del male a persone che amano la moto, piuttosto che sui Carabinieri, che nonostante i loro limiti di potere sia legale, sia logistico, anche la domenica delle foto erano presenti sulla Statale della Cisa. Renderli bersaglio della rabbia dei motociclisti che possono aver letto il giornale è sbagliato, specie a quando si pensa che la giustizia italiana non è stata nemmeno capace di trovare il colpevole della morte di Marco Badiali.. che speranze ci sono che venga trovato l'autore di un gesto che per fortuna non ha creato altri due orfani?
La rabbia, va indirizzata in ugual modo a chi non va piano in mezzo ai paesi, costituendo un pericolo per gli abitanti, e sopratutto a chi ha così poco rispetto per la vita umana, da gettare gasolio in mezzo alla strada.

Detto questo, sono veramente contento che il TAM TAM della rete funzioni così bene! Adesso i maggiori frequentatori della Cisa, sia dal lato che si affaccia sulla provincia di Massa Carrara, sia da quello parmense sono al corrente del pericolo che possono trovare, e sorrido, anche solo al pensiero di poter aver evitato un grosso spavento, o peggio ad un ignaro fratello motociclista :)

indice e medio a V,
Leonardo.

martedì 8 luglio 2008

è passato un anno, Ciao PapaRR

La storia di Federico mi aveva molto colpito, è doveroso per me ricordarlo. Non l'ho mai conosciuto, ma so che era un ragazzo "di quelli buoni".

Questo video è il tributo che Federico, nickname PapaRRacinger aveva fatto alla sua vecchia Yamaha R1.

Dal video si capisce che era uno che in strada andava forte, troppo forte. Andava... già. perché da un anno non c'è più.
Era un ragazzo che come tanti amava la moto
Era un ragazzo che come tanti amava la vita
Era un ragazzo che come tanti amava la solidarietà
Era un ragazzo che come tanti aveva il pieno controllo della moto
Era un ragazzo che come tanti è stato vittima incolpevole di un incidente.

Un auto gli ha tagliato la strada a bassa velocità, è volato nell'altra corsia, dove transitava un auto che non ha potuto evitarlo.
Velocissimo sempre, al limite, eppure, la sua vita si è infranta a pochi chilometri l'ora, quando aveva la guardia abbassata, quando guidava correttamente.

Non siamo invulnerabili, purtroppo.
Non dipende sempre e solo da noi.

Per quando bravi siamo o ci sentiamo, il destino è sempre in agguato.



Ciao Federico, un lampeggio al cielo.. salutami il mio amico Enrico.

Motociclisti per sempre

Ecco un bel video trovato su Youtube, con la stupenda "Only Time" di Enya, come colonna sonora.
Il video ha immagini di moto distrutte, e a tratti, anche di segni sull'asfalto. Non andiamo mai più veloce del nostro angelo custode, e indossiamo casco, guanti, giubbotto, e magari paraschiena sempre, magari anche per andare al mare.


il video è stato realizzato da Nikomotard




lunedì 30 giugno 2008

Video di un incidente mortale. Cosa succede ad invadere la corsia.

In questo video, si vede uno scontro frontale tra una moto che invade la corsia opposta ed un camion. Guardarlo sarebbe utile, ma la visione potrebbe risultare fastidiosa per qualcuno.
Nel video si vede una moto che arriva lunga in curva, cerca di chiuderla, vede un camion e allora prova ad allargare la curva per andare fuoristrada, ma non ce la fa. Alla fine del video la moto è incastrata sotto al camion, in centauro, a lato.
Il tachimentro della moto che riprende non è attendibile, per esperienza so, infatti, che accorciando i rapporti alla moto, il tachimetro segna anche oltre 40 km/h in più del reale.
La velocità in questo caso ha sicuramente contribuito, ma è possibile che non sia la causa principale di questa morte insensata. La causa potrebbe essere un errore di valutazione, un attimo di distrazione o la stanchezza, dopo un lungo giro, magari in tuta di pelle con temperatura afosa.
In moto, la morte è sempre dietro all'angolo, quando siamo alla guida, stiamo guidando un proiettile con sopra il nostro nome, e il grilletto è molto sensibile. basta poco per sparare quel proiettile verso la nostra fine.



Come sempre.. non ne valeva la pena.

mercoledì 18 giugno 2008

Niente Credito. Hai una vita sola

DA 0 a 180 in 7'',
da 180 a 0 in 2''.
Questa immagine è stata presa dalla campagna "No Credit", creata dal Dipartimento ai lavori pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano .

Nelle pagine di questa campagna ci sono molti grafici e statistiche che ci fanno vedere come sono state distribuite le cifre di incidenti mortali e non in Alto Adige. Danno da pensare, come sempre... visto che ad ogni cifra corrisponde una famiglia che ha perso un caro.

da 2 a 4 ruote in 5 secondi.


E' una campagna della Associazione Motociclisti Incolumi: da 2 a 4 ruote in 5 secondi. A volte serve anche meno tempo. Vale la pena di guidare più veloci del proprio angelo custode?

Associazione Motociclisti Incolumi e iniziative

Mi sono appena iscritto al forum di discussione della Associazione Motociclisti Incolumi, e ho visto delle iniziative molto lodevoli per migliorare la sicurezza delle nostre strada, una delle più interessanti è la seguente:

ovvero una raccolta di fondi per montare sulle nostre strade dei guard rail pensati anche per i motociclisti.. per evitare l'effetto ghigliottina che avviene quando un motociclista impatta contro uno dei pali di sostegno dei guard rails.


E' anche possibile donare il 5 per mille all'AMI :)



Un altra ottima iniziativa è questa:


una fotopetizione per la sicurezza stradale. Se potete.. contribuite!

lunedì 16 giugno 2008

L'energia cinetica e lo spazio di arresto

Questo è un grafico che ho fatto pensando a quello che diceva sempre il mio professore di fisica al Liceo, e che già all'epoca mi ha fatto molto riflettere.
L'energia cinetica di un veicolo varia in proporzione al quadrato della velocità.
Più energia cinetica vuol dire maggiori spazi di arresto.

Il grafico:
Le righe sono la velocità in km/h dai 10 ai 200, quindi, ad esempio la riga 13 equivale a 130 km/h
Le colonne indicano l'energia cinetica espressa in Joule .
a sinistra del grafico trova spazio la tabella dal quale il grafico è stato creato.
La colonna di sinistra esprime la velocità (in km/h) da 10 a 200
La colonna di destra indica l'energia cinetica risultante(Joule)


Ho consdierato una massa di 240 kg, ipotizzando un peso di 70 kg e un peso della moto di 170 kg, sottostimando la realtà, ma anche in questa maniera i dati sono impressionanti.

L'energia cinetica è l'energia che ha un otteggo in movimento, e si calcola in base alla formula
"T= (1/2)*m*v*v",
dove "m" è la massa dell'oggetto e "v" è la velocità, quindi, ora una riflessione:

se andando mettiamo a 50 km/h il vostro mezzo si ferma in 15 metri, in quanti metri si ferma andando a 100 km/h?
Ogni ragazzino alle prime armi vi risponderebbe "in 30 metri", il doppio dello spazio. peccato che l'energia cinetica varia in base al quadrato della velocità..
Ipotizziamo la stessa capacità frenante e che non vi sia una perdita di efficienza dovuta alla temperatura, quindi ipotizziamo che l'impianto frenante svolga il suo compito in maniera costante (dopotutto non si parla di freni da gara in composti sinterizzati o in carbonio);si può fare una proporzione:

L'energia cinetica T50 sta allo spazio di frenatura di 15 metri, come l'energia cinetica T100 sta allo spazio di frenatura di X metri

(T50:15=T100:X) --> X= (15*T100)/T50 --> X= 60 metri.

IL QUADRUPLO DELLO SPAZIO

ma andiamo più nel dettaglio.. nel calcolo qui sopra ho pensato solo allo spazio di frenatura.. tralasciando il tempo di reazione (grazie a Cacciavite del forum dell' AMI per il consiglio!).
contando un tempo di reazione medio di 0.8 secondi, andando a 50 km orari, ancora prima di frenare avremmo percorso già 11 metri.. quindi la distanza totale sarebbe stata di 26 metri..
Andando ai 100? chiaramente 22 metri prima di iniziare a frenare.. per un totale di 82 metri!! Altro che 30!

... con l'esperienza piano piano si impara... ma non conoscendo la formula fisica dell'energia cinetica, il ragazzino alle prime armi, o chi ha risposto "il doppio", nella migliore delle ipotesi si srebbe fatto (82-30) = 52 metri dentro ad un campo... o sarebbe finito alla "Joe Bar".
Un consiglio veloce.. per calcolare in linea di massima quanti metri al secondo state facendo.. dividete per 3 :) 60 km/h = (+o-) 20 m/s, 100 km/h = 33 m/s, 130 km/h = 43 m/s

Un aggiornamento... a questo indirizzo troverete altri consigli e immagini che spiegano meglio il problema, nell'ambito del Progetto No Credit in Alto Adige. La pagine "consigli è veramente ben fatta, e da essa ho preso queste immagini, sempre sul tema della distanza di arresto, specialmente le ultime 2 immagini fanno riflettere!!!




Pensateci sempre bene. Se man mano che si sale di velocità i giri salgono più lentamente... aspettatevi lo stesso comportamento in aumento di spazio di frenata. E ditelo ai ragazzini alle prime armi. e siate attenti. I riflessi e il tempo di reazione sono fondamentali. in moto sono leggermenti inferiori che in macchina, ma non di molto. Fate in modo che non si alterino con stanchezza eccessiva, alcool, droghe, testa tra le nuvole. Un decimo di secondo può voler dire 1 metro e mezzo, la distanza tra la ruota davanti e quella dietro di una moto, quella tra un marciapiede e un muro, o quella tra un guard rail e un precipizio. Pensateci!
Un lampeggio, Leonardo.

domenica 15 giugno 2008

Spot Sicurezza di Chris Vermeulen.

Questo è uno spot fatto da Motorcycling Australia. Chris Vermeulen, vice campione del mondo Superbike, già vincitore in motogp, e attualmente compagno di squadra di Loris Capirossi alla Suzuki. Numero 7, come Barry Sheene.



In questo video Chris dice: Mi chiamo Chris Vermeulen, e il mio palco è il Campionato del mondo Motogp, per vivere guido le moto a più di 300 km l'ora, ma ora un pò di fatti concreti. Se guidassi in strada come su pista, anche io potrei diventare una statistica. Si tratta di guidare a seconda delle condizioni, sopratutto nelle curve e negli incroci. Si colui che prende il controllo. RALLENTA, INDOSSA ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO, e se sei un guitarore di macchima, ricorda, TIENI D'OCCHIO I MOTOCICLISTI. Vivi la guida. Prendi il controllo e goditi la guida.